Necropolitiche carcerarie #3: resoconto della prima settimana

Molte persone sono a conoscenza dello sciopero dei detenuti iniziato il 21 agosto durante il 47esimo anniversario della morte di George Jackson (divenuto membro del Black Panther Party in prigione, qui una raccolta di scritti ndt) nel 1971. Alcuni dei sostenitori della protesta sono confusi dai messaggi contraddittori trasmessi dai dipartimenti correttivi statali. E’ evidente che gli agenti stanno facendo tutto ciò che è in loro potere per sopprimere le azioni di sciopero e l’organizzazione dei prigionieri. In ogni caso, i detenuti stanno insorgendo negli istituti di tutto il paese, e ora a livello internazionale, in opposizione alle condizioni di vita e lavoro nelle prigioni. Reclamano, inoltre, l’eliminazione delle barriere legali e politiche che mantengono i detenuti in una condizione di instabilità e oppressione. Rivendicano di avere voce in capitolo sulla trasformazione delle condizioni che concorrono agli ambienti violenti in cui i detenuti sono costretti a vivere. Sebbene almeno 17 stati si sono impegnati a partecipare nello sciopero prima del suo inizio, si ritiene che molti altri siano coinvolti. Di seguito illustro il perché delle azioni dei prigionieri e una lista delle attività di sciopero che si sono già registrate, altre ci si aspetta vengano confermate nei prossimi giorni.

Gli scioperi carcerari non sono riot

E’ importante comprendere che gli scioperi dei prigionieri non sono l’equivalente di un riot. Un riot è “una violenta interruzione della pace”. Vorrei precisare due caratteristiche di un riot che non sono riscontrabili negli scioperi carcerari. In primo luogo, nessuna delle azioni che i prigionieri conducono contro il complesso carcerario-industriale attraverso la loro lotta, che siano interruzioni del lavoro, sit-in, boicottaggi o scioperi della fame, possono essere considerate azioni violente. Gli avvocati di Jailhouse, hanno scelto in particolare azioni pacifiche, basate sull’adesione allo sciopero volontaria e individuale del detenuto. In secondo luogo, non c’è niente di pacifico in carcere. Non c’è modo di interrompere qualcosa che non esiste. In questo modo, in base al fatto che un riot è un’interruzione violenta della pace, le false accuse della giustizia criminale che ritiene pericolosi i detenuti per il loro sostegno alle attività riottose sono completamente ingannevoli e inapplicabili ai nostri leader incarcerati.

Le prigioni sono intrinsecamente violente, pertanto i detenuti stanno servendo le loro comunità, così come le loro regioni e la loro nazione, all’interno del carcere compiendo la scelta di mettere in evidenza la loro natura di centri oppressivi, di abuso e violenza. Questi coraggiosi prigionieri stanno prestando servizio per ogni singola persona che soffre del complesso industriale di massa in quanto detenuto o affetto di un detenuto. Stanno prestando servizio per le future generazioni di persone che non dovranno vivere queste condizioni violente e abusive, grazie al rischio che oggi i detenuti hanno assunto per opporvisi con rivendicazioni concrete. E’ nostra responsabilità supportarli.

 

Le azioni confermate finora

La prima settimana di sciopero è appena volta al termine e abbiamo osservato un sostanziale successo. L’attenzione dei media mainstream è stata straordinariamente più grande di quanto abbiamo visto in passato. Inoltre, la narrazione pubblica sui prigionieri è cambiata radicalmente dal loro essere visti come “animali violenti che hanno bisogno di essere rinchiusi in quel posto” a “individui che cercano condizioni di vita migliori che hanno bisogno di supporto per rendere l’ambiente in cui vivono realmente riabilitativo”. L’attenzione del pubblico è concentrata sulla difesa e sulla protezione dei diritti dei detenuti. Siamo anche impegnati nel far emergere le ingiustizie intrinseche al nostro criminale sistema giudiziario. Di seguito, gli aggiornamenti dettagliati della conferenza stampa di oggi:

Washington – Esponenti degli oltre 200 migranti detenuti nel Northwest Detention Center nel Tacoma, hanno annunciato uno sciopero della fame il primo giorno dello sciopero carcerario nazionale. Tra i timori di una rappresaglia, hanno aderito 70 persone in tre blocchi. Al momento, nella seconda settimana, sette continuano a rifiutare il cibo.

Georgia – I detenuti della prigione statale “Reidsville” hanno riferito di uno sciopero, stando al Jailhouse Lawyers Speak.

South Carolina – Jailhouse Lawyers Speak riporta che i detenuti nelle seguenti strutture sono in sciopero: Broad River, Lee, McCormick, Turbeville, Kershaw e Lieber. Le azioni registrate in questi istituti correttivi includono scioperi sul lavoro diffusi, solo pochi detenuti hanno rendicontato il loro lavoro, e boicottaggi dello spaccio. I detenuti del McCormick sono stati soggetti a perquisizioni ogni giorno dal 21 agosto.

North Carolina – I detenuti dell’Istituto correttivo Hyde a Swanquarter, hanno manifestato in solidarietà allo sciopero. Sono stati riportati scioperi non confermati in altri istituti dello stato.

California – Nella prigione di New Folsom uno sciopero della fame è stato lanciato da Heriberto Garcia il 21 agosto e si è diffuso nella prigione statale Lancaster alle porte di Los Angeles: anche William E. Brown Jr. e il suo gruppo partecipano allo sciopero.

Ohio – Almeno due detenuti dell’Istituto correttivo Toledo hanno iniziato uno sciopero della fame il 21 agosto. David Easly e James Ward sono stati trasferiti in isolamento per aver partecipato allo sciopero e le autorità hanno tagliato qualsiasi mezzo di comunicazione con i contatti esterni.

Colorado – Intorno al 7 agosto, dieci detenuti della struttura correttiva Sterling hanno proclamato uno sciopero della fame contro la serrata 24h al giorno per due settimane di 38 detenuti amministrativi.

Indiana – I detenuti del braccio di isolamento all’Istituto correttivo Wabash Valley hanno lanciato uno sciopero della fame lunedì 27 agosto, reclamando cibo adeguato e una fine al freddo che si percepisce nel braccio.

New Mexico – Il 9 agosto, i detenuti dell’Istituto correttivo Lea County ad Hobbs, hanno incrociato le braccia sul posto di lavoro contro le condizioni di vita nella prigione, gestita dalla corporation privata GEO Group. Le tensioni nella prigione hanno raggiunto il punto di non ritorno prima della data dello sciopero e i detenuti non hanno potuto aspettare prima di iniziare la loro protesta. Tutte le strutture carcerarie nel New Mexico sono state poste a serrate la mattina del 20 agosto. Questa serrata statale è stata alleggerita tranne per il Lea County.

Florida – Jailhouse Lawyers Speak afferma che cinque strutture in Florida sono interessata da attività di sciopero: l’Ic Charlotte riporta di 40 detenuti che hanno rifiutato di lavorare e 100 che hanno boicottato lo spaccio. Trenta-quaranta detenuti del Dade sono in sciopero, 30-60 nel Franklin , 70 nello Holmes, un numero imprecisato nello Appalachee.

Nova Scotia, Canada – Nella prigione distrettuale Burnside ad Halifax i detenuti hanno lanciato lo sciopero e distribuito un comunicato di protesta in solidarietà allo sciopero nazionale ed enucleato rivendicazioni locali. Hanno affrontato una serrata e intense trattative con le autorità. Coloro che hanno rifiutato di cooperare permettendo scansioni corporee umilianti sono stati puniti con l’isolamento nella “cella a secco” (niente acqua e sanitari funzionanti) per tre giorni.

Texas – IWOC (sezione dei lavoratori detenuti del sindacato Industrial Workers of the World, ndt) ha ricevuto un messaggio datato 23 agosto dall’interno della detenzione (isolamento) amministrativa dello Stiles Unit a Beaumont, confermando che due prigionieri sono in sciopero della fame in solidarietà all’azione nazionale: “Mi sento alla grande, ma sono molto affamato! E non perché non ho cibo ma per queste nostre 48 ore di solidarietà con i nostri fratelli e sorelle. E’ l’unico modo in cui possiamo mostrare supporto dall’interno dell’isolamento. Che tutti sappiano che siamo con loro.” – L’IWOC ha confermato che Robert Uvalle è in sciopero della fame in isolamento al Micheal Unit, nella contea di Anderson, in solidarietà con lo sciopero nazionale. Robert è stato in isolamento per la maggior parte dei suoi 25 anni di detenzione.

Le autorità carcerarie hanno iniziato a rispondere allo sciopero attraverso interviste televisive in cui negano che nelle loro strutture stia accadendo qualcosa di insolito. Dall’interno, gli organizzatori avevano previsto che avrebbero adottato questa linea e invitano a un costante scetticismo e a continui accertamenti. Gli organizzatori assieme al Jailhouse Lawyers Speak lottano per confutare queste affermazioni per la necessità di proteggersi da rappresaglie mirate.

Prima che iniziasse lo sciopero, i leader dei detenuti di Ohio, Florida e Texas sono stati presi di mira e isolati. Gli sforzi dello stato per prevenire o scoraggiare le azioni di sciopero in alcune strutture sono consistiti anche in pratiche umilianti e demoralizzanti.

In anni passati, i detenuti che avevano parlato apertamente ai media, ne soffrirono fortemente. Per esempio, nel 2014, Melvin Ray, Dhati Khalid e Kinetik Justice del Movimento Free Alabama furono trasferiti in isolamento dopo aver pubblicamente annunciato l’interruzione del lavoro. Poi nel 2016, mentre erano ancora in isolamento per quell’incidente, continuarono a promuovere lo sciopero nazionale del 9 settembre. Kinetik Justice fu trasferito nelle prigioni di Kilby e Limestone, note per la loro pericolosità, dove credette che le autorità erano intenzionate a ucciderlo, ma lui continuò a protestare e ad attirare l’attenzione, proteggendo se stesso da ulteriori pericoli.

Gli sforzi delle autorità per interrompere la comunicazione tra gli organizzatori detenuti e il sostegno esterno interferisce e impedisce anche la comunicazione interna tra prigioni. Prima che lo sciopero iniziasse lo Jailhouse Lawyers Speak registrava adesioni alla lotta e alle sue rivendicazioni da prigionieri detenuti in 17 stati. Le autorità carcerarie in alcuni di questi stati possono avere successo nelle concertazioni o perfino nello scoraggiare la partecipazione, ma non possono respingere la correttezza dei 10 punti rivendicativi dei detenuti.

 

articolo originale tradotto da Bobby Hutton

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