Crazy Toys

Ricordo gli sguardi di odio: mentre ci aggiravamo nelle fabbriche fingendo di essere dei compratori, i lavoratori ci guardavano con rabbia. Per loro eravamo il nemico: la maggior parte degli italiani e degli stranieri che va in Bangladesh, ci va per lo sfruttamento della manodopera dell’industria del tessile

Liza Boschin ed Elena Marzano, giornaliste di Presa diretta, a inizio 2014

Dacca, capitale della Repubblica Popolare del Bangladesh, continente asiatico. E’ uno degli stati più densamente popolati (in un’area di circa 144mila chilometri quadrati vivono ben 150 milioni di abitanti) e la sua economia si basa principalmente sul settore agricolo (più del 60% del totale della forza lavoro è impegnato in questo settore) e negli ultimi anni, grazie alla mano d’opera a basso costo, l’industria tessile. Circa il 90% dei lavoratori di questo settore, non a caso, sono donne. Un bocconcino prelibato per una serie di potenze economiche mondiali, tra cui anche il nostro bel paese. Infatti, dall’inzio degli anni ’90, grossi capitali stranieri, si sono stabiliti nel paese asiatico, ed hanno trovato milioni di persone pronte per essere sfruttate e ricompensate con un pugno di mosche. Nike e Adidas in primis, con la complicità e l’assenza della soggettività sindacale, riescono a ricavare sulla pelle della working class miliardi e miliardi di dollari, se si pensa che la paga minima per un lavoratore tessile oscilla intorno ai 5 dollari al giorno (pari a circa 4,46€). In questo contesto, dove la miseria, la fame e lo sfruttamento sono la normalità, gruppi di integralisti religiosi riescono ad avere il sopravvento. Lo scorso primo luglio, un comando jihadista ha fatto irruzione in un ristorante al centro della capitale bengalese, uccidendo 20 persone, tra cui 9 italiani. Il gruppo responsabile di quest’azione è Jamaat-ul-Mujahideen Bangladesh, un organizzazione salafita, anticomunista, molto vicina ai talebani afgani. Secondo le stime dei servizi segreti, la JMB conta circa 10mila membri ed ha una fitta rete di connessioni con quasi tutte le organizzazioni islamiste internazionali. Questa formazione fu fondata nel 1998 dallo sceicco Abdur Rahman e il suo obiettivo è quello di instaurare in Bangladesh un governo basato sulla Sharia; negli anni si sono fatti conoscere per due episodi in particolare: il primo nel 2001, quando entrarono in conflitto con il Partito Comunista nel distretto nord di Dinajpur, mentre il secondo nel 2005 quando fecero esplodere 500 ordigni artigianali in circa 300 posti diversi di Dacca, come campagna dimostrativa a favore della Sharia.
I membri di questa organizzazione, come lo dimostrano le notizie delle ultime ore sugli attentatori, appartengono tutti alle elite locali: rappresentano quella parte di jihad determinata ad avere voce in capitolo negli ambiti economici in primis e in secondo luogo negli ambiti internazionali e politici. All’interno dell’attuale quadro economico mondiale nelle regioni più colpite dalla crisi, fascismo, razzismo, nazionalismi di vario genere e integralismi religiosi sono utili strumenti di dominio delle masse subalterne, ma, a volte, le cose non vanno come previsto.

Ciò che è accaduto a Dacca, in Iraq, in Libia, in Siria, in Kuwait, in Kosovo (la lista potrebbe continuare ancora per molto)   ha un unico mandante: l’Occidente cristiano, neoliberista e razzista. Se nel 1979 Jimmy Carter e Ronald Reagan invece di addestrare e finanziare i mujaheddin nella guerra in Afghanistan, avessero pensato ad altro. Se tutti quei soldi fossero stati spesi a fini sociali, forse non ci ritroveremo in questa situazione.

Venerdì scorso non è stata la rabbia dei lavoratori bengalesi ipersfruttati contro i capitalisti occidentali (come magari qualcuno di loro avrebbe voluto) ad esplodere.

 E’ stato fuoco amico.

Mattia vonLucky

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...