Senza memoria, nessuna giustizia

Oggi ricorre il trentaquattresimo anniversario della strage di Derry, ricordata come la “domenica insanguinata” (bloody sunday) a testimonianza dell’efferatezza con cui l’esercito inglese represse le proteste di piazza. Non fu la prima, ma fu di certo una delle più brutali. Quattordici persone, mentre erano impegnate a manifestare a Bogside, un quartiere della città nord-irlandese, furono travolte dalle pallottole del 1° Battaglione del Reggimento Paracadutista britannico. E’ di poco tempo fa la notizia che la polizia nordirlandese ha rilasciato il “soldato J”, uno dei sette militari di sua maestà che partecipò al massacro.
Non c’erano abbastanza prove per trattenerlo dicono gli organi di polizia. Purtroppo, non stupiscono più i tentativi di rimozione dalla nostra memoria di come la storia delle democrazie si sia fondata su repressione e paura. La strategia della tensione, utilizzata inizialmente negli anni Settanta sia nel nostro paese sia in altri contesti europei, oggi abbiamo modo di vederla praticata nelle piazze delle città turche. Criminalizzare e colpevolizzare chi è oppresso e chi vive nella miseria e nello sfruttamento o lotta per la propria liberazione è prassi ormai consolidata. Così la strage di Ankara diventa la strage del PKK. La strage di Derry diventa la strage degli irlandesi, dell’IRA e dell’INLA. Quella di Bologna delle Brigate Rosse. Piazza Fontana degli anarchici e di Giuseppe Pinelli. Certo, cambiano i paesi, cambiano le specifiche fasi economico-politiche.
Bogside non è il Rione Traiano, così come Ferguson non è una banlieue parigina, ma finchè esisterà un comando capitalistico dei nostri territori, i tantissimi giovani che vivono e animano rioni popolari, adibiti a contenitori di chi viene quotidianamente escluso dal centro della vita sociale ed economica, vivranno contraddizioni sempre più simili, ovunque essi si trovino.
La sfida a distanza di trentaquattro anni sembra essere la stessa: lottare per la propria autodeterminazione; lottare per la liberazione da un mondo fatto di oppressione e disuguaglianze.

In ricordo della quattordici vittime di Bogside:
Patrick ‘Paddy’ Doherty (31)
Gerald Donaghy (17)
John ‘Jackie’ Duddy (17)
Hugh Gilmour (17)
Michael Kelly (17)
Michael McDaid (20)
Kevin McElhinney (17)
Bernard ‘Barney’ McGuigan (41)
Gerald McKinney (35)
William ‘Willie’ McKinney (26)
William Nash (19)
James ‘Jim’ Wray (22)
John Young (17)
John Johnston (59)

Senza memoria non c’è futuro. Tiocfaidh àr là.

 

vonLucky

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