I quattro luoghi comuni sull’immigrazione

Di approfondite valutazioni politiche sul tema immigrazione ne abbiamo sentite molte: “ricacciamoli a casa”, “ruspa”, “aiutiamoli a casa loro”. Programmi importanti di integrazione economica e sociale per chi fugge dalle condizioni drammatiche del proprio paese di origine. Ma cosa ci dicono i dati sulla presunta invasione?

 

1. Stop all’invasione… sì, ma dell’ignoranza

serveimagePer assicurare sonni tranquilli ai Salvini di turno, l’Unhcr, l’Agenzia per i rifugiati delle Nazioni Unite, ha affermato che “Il numero di rifugiati accolti dall’Italia rimane modesto se comparato a quello di altri Paesi in Europa e nel mondo, in media, infatti, l’Italia accoglie un rifugiato ogni mille persone. Ben al di sotto della Svezia (con più di 11 rifugiati ogni mille) e della Francia (3,5 ogni mille), ma anche del Regno Unito e della Germania (2 su mille)”. Il sistema nazionale di accoglienza ospita oggi 93.608 rifugiati, lo 0,15% della popolazione italiana, mentre, secondo l’Organizzazione internazionale per le migrazioni, tra il 2014 ed il 2015 sono stati 188mila gli stranieri che hanno affrontato le traversate nel Mediterraneo (0,30% della popolazione nazionale), con un aumento degli sbarchi del solo 8%.

Altro che invasione, le uniche cosa da rispedire a casa sono i luoghi comuni.

2. Gli immigrati rubano il lavoro… ma a chi?

$RWXCPSDLavapiatti, facchini, badanti, lavoratori delle pulizie, ambulanti, contadini, muratori di tutta Italia attenti all’invasione! Gli immigrati vi rubano il lavoro! Queste sono le categorie lavorative in cui è più forte la composizione migrante, così ripartite: nel settore dei servizi alla persona, (39,3% sul totale degli occupati nel settore), degli alberghi e ristoranti (19,2%), delle costruzioni (18%), dell’agricoltura (17,1%), dell’industria in senso stretto (10,5%) e del trasporto (10,3% ). Secondo il Quarto Rapporto Annuale, stilato dal Ministero del Lavoro e datato 30 luglio 2014, la forza-lavoro immigrata rappresenta il 10,5% del totale degli occupati nel nostro paese (ossia 2 milioni su circa 23 milioni di occupati in Italia). Sempre secondo il Rapporto, “Nel 2013, i nuclei composti da soli cittadini stranieri con almeno un componente colpito dalla perdita di occupazione, sono il 24% del totale contro il 14,6% delle corrispondenti famiglie di soli italiani”.

Chi diceva che gli immigrati sono la causa della nostra disoccupazione?

3.  600 milioni VS 3,9 miliardi

$RWGHRBFNel 2014 la politica di accoglienza è costata allo Stato italiano su per giù 600 milioni di euro. Che ripartiti per ogni singolo richiedente asilo o rifugiato, sono circa 40€ “accollati” alle tasche degli italiani. Stando, però, alla Fondazione Leone Moressa, il bilancio tra tasse pagate dagli immigrati (gettito fiscale e contributi previdenziali) e spesa pubblica per l’immigrazione (welfare, politiche di accoglienza e integrazione, contrasto all’immigrazione irregolare) è in attivo di 3,9 miliardi di euro.
Un bel “tesoretto” che si unisce ai 123 miliardi di Pil prodotto dalla forza-lavoro immigrata (8,8% del Pil totale).

Dati alla mano più che un costo, l’immigrazione è un business.

4. Gli immigrati sono tutti criminali

serveimage1Stupratori, rapinatori, assassini, sentiamo ogni giorno di immigrati che compiono reati. Quanto è vero e che tipo di reati commettono? Ancora una volta i dati affermano il contrario del senso comune. Sebbene negli ultimi dieci anni le denunce penali a carico di immigrati sono cresciute di più del 300%, le statistiche vanno lette con attenzione. L’80% delle denunce a carico di stranieri riguarda irregolari; ma anche tra questi, in quattro casi su cinque il reato contestato è l’assenza del permesso di soggiorno. Stando ai fatti, il reato di immigrazione irregolare – tanto voluto da Lega Nord &Co – ha di fatto incrementato la “criminalità” più che regolamentare i flussi. Il luogo comune viene totalmente smentito se si guarda agli immigrati regolari. Secondo dati Istat, il tasso di criminalità, in Italia, è “solo leggermente più alto” di quello degli italiani (tra l’1,23% e l’1,4%, contro lo 0,75%) ed è addirittura inferiore tra le persone oltre i 40 anni.

Di fatto, secondo l’Istat, i tassi di criminalità italiana ed immigrata sono “equiparabili”.

Bisogna fare attenzione la superficialità delle industrie dell’informazione e la strumentalizzazione di dati fatta a scopi politici ed elettorali sono delle brutte bestie!

Bobby Hutton

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